Chiese

Chiesa parrocchiale San Vito

La chiesa parrocchiale di San Vito, rappresenta un altro modo per raccontare la suggestiva Val Pusteria e le sue antiche tradizioni, oltre ad essere una meta interessante da inserire nel proprio viaggio. In genere infatti, quando si parla di Braies e delle Dolomiti, la mente vola subito alla bellezza dei panorami, alla natura incontaminata, ai paesaggi infiniti. Gli appassionati di sport invernali non possono che immaginare bianche piste da sci, ciaspolate fra i boschi oppure lunghi sentieri da percorrere in primavera ed in estate.

Chiesa parrocchiale di San Vito.

In questi luoghi esiste un volto diverso, ma non meno suggestivo, fatto di folclore, arte e storie che affondano le loro radici in epoche lontane, rimanendo quasi del tutto immutate. Il territorio, ad esempio, è disseminato di tante chiesette e cappelle, ognuna delle quali rappresenta un piccolo capolavoro. Fra gli esempi più tipici ci sono proprio la chiesa di San Vito e la graziosa cappella che sorge sulle sponde del Lago di Braies, dedicata alla Divina Madre Dolorosa. Ciò è legato al fatto che fino a pochi anni fa ogni borgo aveva l’usanza di costruire luoghi di culto in onore di un santo patrono o per ringraziare la Madonna per una grazia ricevuta. A Braies, ad esempio, ve ne sono addirittura 7, che tuttavia sono private e dunque non liberamente visitabili.

Frazione di San Vito e la sua Chiesa Parrocchiale

Campanile Chiesa parrocchiale San Vito
Fig 1. Campanile Chiesa parrocchiale di San Vito.

La Valle di Braies è divisa in tre frazioni: Braies di Dentro, Braies di Fuori e San Vito. Quest’ultima è caratterizzata da inverni particolarmente rigidi, forse quelli più freddi della zona; in estate invece San Vito è presa d’assalto da migliaia di turisti, che passano di lì per andare verso il Lago di Braies. Una piccola frazione posta a 1351 m s.l.m che conta solo 70 abitanti, ma che sembra essere un punto di riferimento importante per Braies. Anche la sua chiesa parrocchiale, dedicata naturalmente a San Vito (o S.Viet), è un gioiello che appare all’improvviso davanti a chi percorre queste strade. Essa, infatti, si trova su una piccola collina immersa nel verde dei prati e circondata dalle più belle vette. In estate è senza dubbio molto suggestiva, per i colori che la natura assume intorno ad essa, ma in inverno la chiesetta assume un aspetto fiabesco, completamente immersa nella neve.

La chiesa parrocchiale di San Vito, quindi, rappresenta l’attrazione più nota dell’omonima frazione. Essa è stata costruita intorno alla metà del XIV secolo ed è caratterizzata da uno stile gotico. Vale davvero la pena fare una sosta qui, magari mentre si va verso il Lago di Braies, per visitare l’interno di questa piccola chiesa, che custodisce un bell’altare maggiore in stile neogotico ed una volta realizzata a costoloni e decorata in modo ricco ed accurato. All’esterno, invece, spicca il particolare campanile (Fig.1), che svetta fra gli altri edifici della zona; sul lato sud della chiesa si trova una graziosa meridiana oltre ad una lapide in marmo sulla quale sono riportati tutti i nomi dei parroci che si sono succeduti alla guida della piccola parrocchia.

Chiesa di San Vito, riposa il pionieri delle Dolomiti

Cimitero Chiesa parrocchiale San Vito
Fig 2. Cimitero Chiesa parrocchiale San Vito dove riposa Viktor Wolf Edler v. Glanvell.

Accanto alla piccola chiesa si trova anche un cimitero (Fig.2) nel quale è stato sepolto un importante alpinista: Viktor Wolf Edler v. Glanvell, molto noto soprattutto in Trentino Alto Adige. Egli, infatti, compì per primo numerose salite ed aprì la strada agli alpinisti che, dopo di lui, si cimentarono in queste imprese. In particolare si distinse per aver scalato la parete nord del Seekofel, varie cime del Gruppo Fanes e la parete est della Cima dei Preti. La sua passione per la montagna e per le Dolomiti in particolare, lo portò ad arrampicarsi su ben 150 cime in 20 anni ed a scrivere numerosi articoli sull’argomento, oltre alla Guida attraverso le Dolomiti di Braies, primo libro di questo genere. Purtroppo, però, nonostante la sua grande esperienza morì proprio a causa di una caduta durante un’arrampicata e la sua morte prematura suscitò molto clamore nella comunità proprio perché era ormai un personaggio di spicco nella Valle di Braies. Per questo motivo fu sepolto nel piccolo cimitero di San Vito.

Chiesa parrocchiale San Vito: come arrivare e come visitare

Per raggiungere la chiesa partendo da San Candido è sufficiente percorrere la SS49 della Pusteria; essa dista circa 18 chilometri e vi si arriva in meno di 20 minuti.

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